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Luci Sul Lavoro
Apprendistato professionalizzante senza formazione. Conseguenze.

Apprendistato professionalizzante senza formazione. Conseguenze.

 

di Luigi Verde

 

Se manca la formazione, il contratto di apprendistato professionalizzante si converte in un rapporto a tempo indeterminato con qualifica ordinaria (Cassazione, sentenza n. 5375/2018).

Con la sentenza n. 5375 del 7 Marzo 2018 la Cassazione ha statuito che se il contratto di apprendistato professionalizzante è stipulato al solo scopo di far svolgere al lavoratore le mansioni tipiche del profilo professionale, non prevedendo al contempo l’elemento essenziale costituito dall’attività di insegnamento da parte del datore, il contratto deve considerarsi illegittimo e deve essere convertito in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con inquadramento nella qualifica ordinaria.

Così si è pronunciata la Suprema Corte, rigettando il ricorso proposto da una Società che non aveva adempiuto all’obbligo formativo proprio dell’apprendistato, avendo concentrata la formazione solo nei primi tre giorni di lavoro con un mero addestramento pratico effettuato con affiancamento di un dipendente qualificato, senza erogare altra formazione professionale con specifici contenuti formativi nel restante periodo di apprendistato. I lavoratori, assunti con contratto di apprendistato, una volta ricevuta la comunicazione di recesso per scadenza del termine, avevano impugnato giudizialmente il licenziamento chiedendo l’accertamento dell’illegittimità del recesso e la reintegrazione nel posto di lavoro con l’inquadramento nella qualifica ordinaria sin dalla costituzione del rapporto. A fondamento della loro domanda avevano dedotto l’inadempimento dell’obbligo formativo proprio dell’apprendistato, come già detto.

La Cassazione, confermando quanto stabilito dalla Corte di Appello, ha ribadito il principio generale secondo cui il contratto di apprendistato, che è contratto a causa mista con finalità formative, non può essere stipulato al solo scopo di far svolgere, durante la durata del contratto, le mansioni tipiche del profilo professionale, ma deve prevedere al contempo un' attività di insegnamento da parte del datore di lavoro, la quale costituisce elemento essenziale e indefettibile del contratto entrando a far parte della causa negoziale.

In caso di contestazione, spetta al datore l’onere di provare di aver adempiuto all’obbligo formativo, conditio sine qua non della validità dell’apprendistato. 

Per assolvere tale onere, non è sufficiente che la società affidi l’apprendista ad un tutor o che la stessa faccia riferimento ad un accordo intervenuto tra le parti sociali quale giustificazione dei contratti di apprendistato.

Secondo la Corte di Cassazione, se manca la formazione del lavoratore, il rapporto deve essere convertito in lavoro subordinato a tempo indeterminato, con qualifica ordinaria e riconoscimento anche delle differenze retribuite maturate.

Su tali presupposti, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto dalla Società.

 

 

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